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Ponti di cultura

di Renzo Gattegna

Sono passati sedici anni dalla prima Giornata Europea della Cultura Ebraica: da allora, centinaia di migliaia di persone hanno avuto l’opportunità di conoscere alcuni aspetti della cultura e della tradizione ebraica, e di scoprire per la prima volta sinagoghe, musei, quartieri ebraici, antiche “giudecche” e tanti altri siti e percorsi. Un patrimonio di grande interesse culturale, storico, archeologico, architettonico e artistico, non sempre conosciuto e valorizzato, parte integrante della storia d’Italia e d’Europa.

Durante i secoli gli ebrei hanno vissuto nei Paesi europei, talvolta in piena integrazione, più spesso vittime di discriminazioni o di vere e proprie persecuzioni, ma sempre vivendo la propria identità pienamente, mai rinunciandovi.
Una presenza costante, che ha influenzato la cultura dei tanti Paesi europei, e da cui gli ebrei sono stati a loro volta influenzati. Si pensi per esempio al nostro Paese, dove gli ebrei sono presenti da oltre due millenni, e dove sono presenti tanti dialetti o tradizioni locali delle comunità ebraiche: fonti di vita, di storie, di cultura che sono giunte fino a noi nei secoli, e che testimoniano il profondo intreccio tra gli ebrei italiani e la società di cui facevano e fanno parte.

Molto stimolante è dunque il tema “Ponti & AttraversaMenti”, scelto quest’anno quale “fil rouge” degli appuntamenti nelle tante località che aderiscono alla Giornata. Sarà l’occasione per parlare di confronto tra identità, anche all’interno dell’ebraismo stesso, così eterogeneo e ricco di diversità; e per scoprire, grazie a “ponti ideali” che saranno presenti in tutta Europa, un assaggio di una cultura antica e aperta al mondo, orgogliosa della propria identità e desiderosa di farsi conoscere.

Gettare ponti, favorire momenti di incontro e confronto, in un periodo storico difficile e complesso come questo, è estremamente importante. Per contrastare, quantomeno idealmente, coloro che della persecuzione della diversità fanno una bandiera e una distorta “missione”, scagliandosi contro libertà e diritti e macchiandosi di terribili violenze. E per alimentare gli indispensabili anticorpi contro i germi del razzismo, dell’antisemitismo e del rifiuto per il “diverso” e per lo “straniero”.

La cultura è lo strumento principale, forse l’unico che abbiamo, per difendere valori, per raccontare ciò in cui crediamo e per ragionare insieme sulle problematiche di questi tempi complessi.
La Giornata Europea della Cultura Ebraica, che domenica 6 settembre prenderà simbolicamente il “via” da Firenze, scelta quale città capofila per l’edizione 2015, è un presidio in difesa di questi valori e contenuti, un ponte tra la minoranza ebraica e la società di cui è parte attiva e integrante.
Un grande momento di festa e di incontro, che l’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane è orgogliosa di proporre in Italia, e che ci auguriamo sarà vissuto e condiviso, come negli anni precedenti, da moltissime persone.

Renzo Gattegna - Presidente Unione Comunità Ebraiche Italiane