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La scuola ebraica di Milano

Tratto dal sito della comunità ebraica
di Milano www.mosaico.it

Fin dal momento della sua costituzione, la Comunità di Milano, seguendo l’insegnamento biblico che indica nell’educazione il perno della vita ebraica, creò una piccola scuola in via Disciplini. Si trattava inizialmente di un semplice asilo al quale, nel 1920, furono aggiunte le classi elementari. La sede, utilizzata anche dalle organizzazioni ebraiche, rimase in funzione fino al 1928. Fu Aldo Jarach a comprare due villette ai numeri 6 e 8 di via Eupili, rispettivamente nel 1928 e 1931, per farne una scuola che qui rimase per trent’anni. Queste villette, durante gli anni della discriminazione razziale e della persecuzione (1938-1943), divennero sede di tutti i corsi di studio, dalle elementari all’università, per i ragazzi ebrei espulsi dalle scuole pubbliche. Dopo il Regio decreto del 5 settembre 1938 che escludeva alunni ed insegnanti ebrei dalle scuole pubbliche, grazie all’impegno forte e costante di uomini come Federico Jarach, Yoseph Colombo, già preside a Ferrara, rese possibile l’apertura della scuola in soli due mesi, garantendo ai ragazzi il diritto all’istruzione che lo Stato in cui vivevano aveva loro tolto. Vi approdarono centinaia di ragazzi e decine di insegnanti, tutti quelli che erano stati espulsi dalle scuole pubbliche. Nonostante gli evidenti problemi pratici, nonostante il clima di insicurezza in cui si viveva, la scuola riuscì a trasmettere serenità ai ragazzi. La cosa che la rendeva unica e miracolosa era l’atmosfera che si respirava. Era l’unione, l’umanità, il comune sentire che legava alunni e insegnanti, bambini e ragazzi di età diverse. La scuola fu costretta a chiudere nel 1943 e riaprì nell’ottobre 1945; l’Italia era libera e gli ebrei lo erano di riprendere il loro lavoro e di frequentare le scuole pubbliche. La scuola ebraica però non cessò di esistere. Le scuole di via Eupili, rinate dopo la guerra soprattutto per volontà di Sally Mayer, videro negli anni Cinquanta la popolazione scolastica crescere e quasi triplicare fino alla quota di ottocentocinquanta alunni. Di qui la necessità di provvedere ad una scuola modernamente attrezzata, dotata di palestre, biblioteche, mense, campo sportivo, centro di ricreazione, oltre che di materiale didattico e di ogni sussidio pedagogico. Le villette di via Eupili rimasero così sede della scuola ebraica fino al 1964, quando fu inaugurato il nuovo edificio in via Sally Mayer. Principali animatori e coordinatori dell’opera furono il presidente della Comunità Astorre Mayer e il vicepresidente Vittorio Levi.